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Comunicato stampa del 24.03.2020

COMUNICATO STAMPA

24 MARZO 2020

 

Il territorio lodigiano si è trovato a dover fronteggiare all’improvviso l’emergenza legata al coronavirus che, come noto, ha avuto il focolaio di origine nel Basso Lodigiano. Gli ospedali di Lodi, Codogno, Casalpusterlengo e Sant’Angelo, nonché tutte le strutture sanitarie per anziani del territorio hanno dovuto far fronte all’emergenza mettendo in campo tutte le risorse umane, economiche e materiali disponibili.

Già il 22 febbraio u.s., dunque nell’immediatezza della notizia del focolaio, la Direzione Sanitaria della Fondazione Opere Pie di Codogno, d’intesa con la Presidente e il medico del lavoro, in linea con le direttive dell’ATS Città Metropolitana, ha assunto provvedimenti operativi secondo i protocolli dell’Istituto Superiore della Sanità e dell’OMS, introducendo idonee misure precauzionali dirette a prevenire il contagio e a tutelare tutti i lavoratori.

Tutto il personale è stato dotato dei dispositivi di protezione individuale stabiliti per le RSA (diversi da quelli prescritti per le terapie intensive o per i reparti di infettivologia) come specificato dalle prescrizioni di Regione Lombardia e di ATS Città Metropolitana. Rapida e innegabilmente difficoltosa come per tutti gli ospedali, RSA, strutture riabilitative sul territorio nazionale, è stata la complessa ricerca dei dispositivi di protezione individuale. La Fondazione si è attivata su scala nazionale, utilizzando anche i canali più svariati, per ottenere quanto necessario per tutti i dipendenti in turno (si rammenta ad esempio la donazione di 6.000 mascherine ricevute dalla comunità cinese di Prato).

In un momento particolarmente delicato per l’opinione pubblica risulta essenziale una documentazione corretta e una verifica delle fonti per poter dare delle informazioni oggettive. Dall’inizio dell’emergenza ad oggi il numero di decessi verificatisi all’interno della struttura è pari a 30, la maggior parte dovuti a condizioni cliniche pregresse di fragilità e comorbilità.

Per quanto riguarda l’effettuazione di tamponi per accertare l’infezione da virus di SARS-COV-2 si rimanda alle direttive di Regione Lombardia del 10 marzo 2020.

La presenza dei medici militari e la consulenza dell’ONG Medici Senza Frontiere, hanno di recente confermato la correttezza delle misure di prevenzione e sicurezza adottate dalla Fondazione. Quest’ultima ha inoltre garantito il massimo supporto sanitario, assistenziale, psicoeducativo ed amministrativo agli ospiti ed ai famigliari. Tutto ciò è stato possibile grazie alla dedizione dei lavoratori che hanno rispettato con senso di responsabilità l’impegno professionale assunto.

Per quanto riguarda l’accesso dei famigliari alla struttura il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 8 marzo 2020 (art. 2, p.to q), prevede: “l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitato ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura”. In linea con quanto citato, l’accesso per pochi minuti è stato consentito esclusivamente ad 1 solo parente per volta per gli ospiti in fase terminale, nel rispetto di tutte le raccomandazioni sanitarie previste da ATS.

La Fondazione codognese, per prima tra tutte le RSA lombarde, ha attivato un sistema di collegamento tra ospiti e famigliari tramite un accesso telefonico in video-chiamata che ha permesso ad oggi di effettuare 788 contatti.

Da ultimo, in osservanza al Protocollo condiviso tra Governo e Organizzazioni Sindacali della scorsa settimana, la Fondazione sta per procedere, effettuati i necessari sopralluoghi, ad un intervento generale di sanificazione.

Nonostante la Regione Lombardia abbia fornito indicazioni chiare rispetto ai soggetti a cui effettuare il tampone, la Presidente della Fondazione ha inviato in data 18.03.2020 una lettera al Presidente di Regione Lombardia ed all’Assessore regionale al Welfare a sostegno della richiesta delle Segreterie regionali CGIL- CISL- UIL diretta ad assoggettare tutti i lavoratori al tampone di verifica della positività al Covid 19.

Considerata la gravità della situazione, il mese di sforzi e impegno del personale, degli ospiti e delle famiglie e il lungo periodo di fatiche che ancora ci aspetta, crediamo sia fondamentale rimanere uniti nella formulazione di proposte risolutive e innovative per contribuire ad uscire dalla fase emergenziale che stiamo vivendo.